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L’archivio di Jean Anouilh entra nelle collezioni della BN

Jean Anouilh con l’ultima figlia Anouk Anouilh de Mestral, intorno al 1974. Foto: © collezione privata.

Nella primavera del 2026 Anouk Anouilh de Mestral ha donato all’Archivio svizzero di letteratura (ASL) della Biblioteca nazionale svizzera (BN) l’archivio del padre Jean Anouilh (1910–1987), tra i più importanti drammaturghi francesi del Novecento.

Anouilh visse per oltre vent’anni in Svizzera, Paese che apprezzava per la sua «serenità d’animo», dove scrisse e rielaborò numerose opere. La sua produzione teatrale, iniziata nel 1932, comprende cicli dai toni diversi, dalle Pièces roses alle Pièces noires e alle Pièces grinçantes. Tra i suoi testi più noti figurano Leocadia (1940), Antigone (1944) e Becket ou l’Honneur de Dieu (1959). Accanto al teatro, Anouilh si dedicò anche alla sceneggiatura cinematografica, alla narrativa, alla librettistica e alla traduzione di opere di Shakespeare e Kleist.

Fogli riguardanti le prove, l’allestimento e le scenografie dell’opera Cher Antoine ou l’Amour raté (1969). Fondo Jean Anouilh, ALS, BN. Foto: Simon Schmid.

Il fondo, composto da 80 scatole, documenta soprattutto gli anni trascorsi dall’autore in Svizzera. Comprende manoscritti, dattiloscritti e note di scena relativi a numerose opere, da La Foire d’empoigne (1962) a Nombril (1981), oltre a una cinquantina di dossier con la corrispondenza intrattenuta da Anouilh con personalità del mondo teatrale e letterario.

Per ampiezza e valore documentario, l’archivio costituisce una nuova risorsa per lo studio della storia del teatro europeo e si affianca ai fondi di altri importanti scrittori che hanno vissuto in Svizzera, tra cui Hermann Hesse, Patricia Highsmith e Rainer Maria Rilke.

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