Da Veltroni a Murubutu: il weekend di Sconfinare Festival

© Michela Locatelli – Photolocatelli
Si è aperta giovedì 8 ottobre in Piazza del Sole, a Bellinzona, la settima edizione di Sconfinare Festival. A inaugurare il programma è stato l’incontro Quando la parola diventa scena, con l’attore Fabrizio Gifuni e il semiologo e saggista Stefano Bartezzaghi, moderati dal giornalista culturale Lorenzo Buccella. Il dialogo ha esplorato il passaggio dalla parola scritta a quella pronunciata, soffermandosi sul rapporto tra testo e interpretazione e sul ruolo della voce, del gesto e della pausa nella costruzione di un significato. Da prospettive diverse, Gifuni e Bartezzaghi hanno indagato ciò che accade quando le parole abbandonano la pagina per diventare presenza scenica.
L’incontro ha introdotto il tema dell’edizione 2026, dedicata al rapporto tra parola e silenzio: ciò che si dice, ciò che si sceglie di tacere e ciò che resta da ascoltare. Un percorso che nei prossimi giorni attraverserà letteratura, teatro, cinema, giornalismo, linguistica, musica e poesia.
Il programma prosegue oggi, venerdì 9 ottobre alle 18.30, con il geografo Alberto Vanolo, che parlerà di città, neurodivergenza e inclusione in un incontro realizzato in collaborazione con la Fondazione ARES. Alle 20.45 Domenico Iannacone porterà in scena Che ci faccio qui… in scena, spettacolo di narrazione civile nato dall’omonimo programma televisivo.
Sabato 10 ottobre sarà dedicato a Oltre il muro, la maratona di pensiero del festival. Cinque incontri affronteranno il tema della parola e del silenzio da angolazioni differenti: alle 10.00 Massimo Giannini con Le parole del potere; alle 11.30 Nicoletta Polla-Mattiot con Il silenzio è rivoluzione; alle 14.00 Andrea Moro con Dove nasce la parola; alle 15.30 Mauro Covacich con La forma di ciò che sfugge; alle 17.00 Björn Larsson e Alex Bellini con Il mare non tace. Alle 18.30 sarà conferito il Premio Giorgio Orelli 2026 al poeta, traduttore e saggista Franco Buffoni. La giornata si concluderà alle 20.45 con Walter Veltroni e l’incontro Le parole che restano, dedicato al legame tra racconto, memoria e tempo.
La giornata conclusiva di domenica 11 ottobre si aprirà alle 7.00 con Prima luce, sessione di yoga e poesia all’alba organizzata in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro. Alle 16.00 spazio al pubblico più giovane con Frammenti di voce, programma a ingresso libero di cortometraggi per bambine e bambini realizzato con La Lanterna Magica. Alle 18.30 la chiusura sarà affidata a Murubutu con Letteraturap: parole scelte con cura, un incontro tra rap, letteratura e narrazione accompagnato da esecuzioni dal vivo.
Il programma completo e i biglietti in prevendita sono disponibili su sconfinarefestival.ch.