Cinema

Due documentari svizzeri fra i vincitori del Trento Film Festival

La Giuria del 72. Trento Film Festival – composta da Kinga Baranowska (Polonia), Alex Bellini (Italia), Jinna Lee (Corea del Sud), Christophe Mercier (Francia) e Paola Piacenza (Italia) – ha assegnato il PREMIO DEL CLUB ALPINO ITALIANO. GENZIANA D’ORO MIGLIOR FILM DI ALPINISMO, POPOLAZIONI E VITA DI MONTAGNA al film Le fils du chasseur di Juliette Riccaboni (Svizzera/2023/54′) e il PREMIO DELLA GIURIA a Diciassette di Thomas Horat (Svizzera/2023/17′)

Una scena dal documentario "Le fils du chasseur"

Una scena dal documentario “Le fils du chasseur” (Foto: Akka Films / Juliette Riccaboni)

Se il primo narra la vicenda di Samir, un ragazzo che parte per una spedizione nelle montagne svizzere nella speranza di riavvicinarsi al padre, esperto di caccia sostenibile nelle valli, il secondo è il racconto della giovane Antonietta, staffetta partigiana durante il secondo conflitto mondiale, impegnata a trasportare cibo, medicine, armi e munizioni correndo grandi rischi.
«Le fils du chasseur – ha motivato la sua scelta la Giuria internazionale – presenta la commovente vicenda di un giovane svizzero di origini marocchine animato dal desiderio di rientrare in contatto con il padre. La sua ricerca incontra momenti di straordinaria verità sulla vita del padre e del suo vecchio amico Charlot, riconnettendo il pubblico a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, vengono lasciati indietro nella società».

Una scena dal documentario "Diciassette"

Una scena dal documentario “Diciassette”

Per quanto riguarda Diciassette invece, «la storia degli uomini, delle donne e la memoria dei luoghi – si legge nella motivazione – si combinano armoniosamente nelle parole di Antonietta. I suoi ricordi ci riportano al momento in cui in Italia è stata necessaria una scelta. Il film ci dice come la scelta dell’antifascismo di una giovane partigiana abbia consapevolmente contribuito alla libertà delle generazioni che seguirono».

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