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Endorfine 2026: Shirin Ebadi e l’Iran dopo Khamenei

L’ottava edizione di Endorfine Festival avrà come ospite la Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi. La conferenza di sabato 12 settembre alle ore 15.00, al Palazzo dei Congressi di Lugano, sarà moderata da Romano Bianchi e si terrà in farsi con traduzione simultanea offerta dal Festival fino a esaurimento posti.

Shirin Ebadi nasce in Iran nel 1947. Prima donna a ricoprire il ruolo di giudice a Teheran, viene rimossa dall’incarico nel 1979, quando la rivoluzione islamica stabilisce che una donna non può giudicare. Le viene impedito di esercitare anche la professione di avvocato fino al 1993; da allora si dedica alla difesa di uomini e donne, in particolare dissidenti, e insegna diritto all’Università di Teheran.

Nel 2003 riceve il Premio Nobel per la Pace, prima donna musulmana a ottenerlo, per il suo impegno a favore della democrazia e dei diritti umani — in particolare dei diritti delle donne e dei bambini. Il regime risponde con la sorveglianza e la persecuzione della sua famiglia, costringendola all’esilio. Da allora, la sua battaglia continua dall’estero.

Ebadi sarà ospite di Endorfine in un momento storico e drammatico per il suo Paese. Dopo le grandi proteste represse nel sangue all’inizio del 2026, il 28 febbraio Israele e Stati Uniti hanno lanciato un attacco su vasta scala contro l’Iran, uccidendo la Guida suprema Ali Khamenei e aprendo una guerra che ha ridisegnato gli equilibri della regione. Eppure il regime iraniano è rimasto al potere: oggi è in corso quella che appare come una metamorfosi della dittatura e della Repubblica islamica, con i pasdaran in prima fila. Sul futuro di un Paese dalla storia millenaria restano aperti grandi interrogativi, che l’incontro con Shirin Ebadi proverà ad affrontare.

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