La voce dei popoli al centro di Echi di storia 2026

Dal 28 al 31 maggio, tra Lugano e Massagno, torna Echi di Storia, la manifestazione dedicata alla divulgazione storica e al dialogo tra epoche, culture e generazioni. Giunto alla sua terza edizione, il festival propone un percorso che attraversa la storia antica, moderna e contemporanea con uno sguardo aperto, interdisciplinare e internazionale. Il tema scelto per il 2026 è “Popoli”: una parola centrale nella storia politica, culturale e sociale, ma mai univoca. Che cosa significa davvero “popolo”? Chi include e chi esclude questa definizione? Come cambia nel tempo il rapporto tra identità collettiva, appartenenza, sovranità e memoria? Attraverso incontri, spettacoli e momenti di formazione, Echi di Storia esplorerà queste domande muovendosi tra l’Europa dei nazionalismi, le fratture del Novecento, i Balcani post-Dayton, il Medio Oriente contemporaneo e le minoranze culturali in Svizzera.
Giovedì 28 maggio
Il Festival, dopo due appuntamenti mattutini dedicati alla scuola e alla formazione, entra nel vivo alle ore 21.00, al Cinema Lux di Massagno, dove si terrà l’anteprima svizzera di Controvento. Nella schiuma della storia, lezione-concerto di Carlo Greppi con Tommaso Cerasuolo ed Enrico Manera. Uno spettacolo che intreccia musica e racconto storico attraversando il Novecento, dalla Resistenza europea all’Argentina della dittatura fino all’Africa postcoloniale. Un racconto civile e sonoro, dove la grande Storia riaffiora attraverso vite, canti, memorie e scelte controvento.
Venerdì 29 maggio
Venerdì 29 maggio il programma riprenderà all’Asilo Ciani con un laboratorio rivolto alle scuole professionali, in programma dalle 08.30 alle 12.30, dedicato ai Popoli senza Stato e alle questioni di territorio, diritti e cittadinanza nella storia contemporanea, attraverso i casi di curdi, armeni e palestinesi.
L’apertura ufficiale del Festival si terrà alle 17.00 con gli interventi dei coordinatori di Echi di Storia Leonardo Marchetti e Maurizio Binaghi, del vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco e della Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti. Seguirà la premiazione del Premio R. Sala / Echi di Storia dedicato ai migliori lavori liceali di maturità in storia e, alle 17.30, l’aperitivo inaugurale in collaborazione con Bar Indios di Stabio.
La serata proseguirà con due incontri dedicati ai temi dell’identità e della rappresentazione dei popoli. Alle 18.00 Giulia Calvi presenterà Il teatro del mondo. Popoli, abiti, immaginari fra Occidente e Oriente, una riflessione sulla nascita delle prime immagini globali dell’alterità tra Rinascimento, Impero Ottomano e Giappone. Alle 20.30 Andrea Graziosi dialogherà con Sandra Sain in Popoli, etnie, nazioni e razze nella storia umana, affrontando l’evoluzione storica dei concetti di popolo, etnia, nazione e razza e il loro ruolo nei processi di inclusione ed esclusione.
Sabato 30 maggio
Sabato 30 maggio il Festival entrerà nel vivo delle grandi questioni geopolitiche contemporanee. Alle 10.00, in collaborazione con il PEN Club, Eric Gobetti e Saša Ilić discuteranno delle tensioni nei Balcani trent’anni dopo gli accordi di Dayton, dialogando con Francesca Tognina Moretti. Alle 11.30 Emmanuel Betta, Ilario Lodi e Uschi Waser affronteranno invece il tema delle persecuzioni subite dal popolo jenisch in Svizzera, riconosciute nel 2025 come crimine contro l’umanità.
Nel pomeriggio, alle 15.00, Giacomo Longhi racconterà la vita quotidiana nell’Iran contemporaneo e nei Paesi del Medio Oriente, mentre alle 16.30 Anna Foa e Lorenzo Kamel proporranno la riflessione Israeliani e palestinesi. Una terra, due popoli?.
Alle 18.00, in collaborazione con la Fondazione Diritti Umani e il Festival Histoire et Cité, Iacopo Adda e Paolo Bernasconi discuteranno del rapporto storico tra la Russia e i suoi “Orienti”, dalla dominazione mongola alla guerra russo-giapponese.
La giornata si concluderà alle 21.00 al Cinema Lux di Massagno con Mystery Train. Un viaggio nell’immaginario americano, spettacolo tra musica, letteratura e racconto storico ideato da Alessandro Portelli con Margherita Laterza, Gabriele Amalfitano e Matteo Portelli, dedicato al mito del treno nella cultura americana.
Domenica 31 maggio
Domenica 31 maggio il Festival si dividerà tra la Biblioteca cantonale di Lugano e l’Asilo Ciani. Alla Biblioteca cantonale, alle 09.00, Andrea Moro presenterà Non esistono lingue migliori, una riflessione sul rapporto tra lingua e razzismo, mentre alle 10.30 Lino Leonardi dialogherà con Daniele Bollini attorno alla storia della parola “razza”. Contemporaneamente, dalle 09.30 alle 12.00, all’Asilo Ciani tornerà Piccoli Echi, il laboratorio per bambini dai 6 ai 10 anni dedicato quest’anno al tema della pluralità culturale, tra letture, giochi e attività creative.
Nel pomeriggio, alle 14.00, Maurizio Binaghi, Thomas Maissen e Luca Tori discuteranno della costruzione dell’identità svizzera nell’incontro Esiste un popolo svizzero?. Alle 16.00 Marcella Culatti e Alessandro Vanoli guideranno invece il pubblico in un viaggio attraverso le immagini e le rappresentazioni dell’Oriente nella cultura europea.
Il festival si concluderà alle 17.30 con l’incontro Il grande sultano e il povero frate, nel quale Franco Cardini, introdotto da Roberto Antonini, racconterà l’incontro tra Francesco d’Assisi e il sultano d’Egitto nel Mediterraneo del XIII secolo, tra storia, mito e dialogo tra popoli. A chiudere l’edizione 2026 di Echi di Storia sarà l’apericena finale, in programma dalle 19.00 alle 21.30 all’Asilo Ciani.