Leila Guerriero vince lo Strega Europeo, annunciata la cinquina della poesia

Leila Guerriero e Maria Nicola, vincitrici del Premio Strega Europeo 2026. ©Alberto Chiariglione
Al Salone Internazionale del Libro di Torino doppio appuntamento con il Premio Strega: assegnato lo Strega Europeo 2026 e annunciati i cinque finalisti del Premio Strega Poesia 2026.
Ad aggiudicarsi la tredicesima edizione del Premio Strega Europeo è stata la giornalista e scrittrice argentina Leila Guerriero con La chiamata. Storia di una donna argentina (SUR), tradotto da Maria Nicola, premiata a sua volta per il lavoro di traduzione. Il libro ricostruisce la vicenda reale di Silvia Labayru, militante dei Montoneros rapita durante la dittatura argentina, sopravvissuta alle torture e poi travolta, una volta libera, dal sospetto e dall’emarginazione. Attraverso oltre due anni di interviste, Guerriero compone il ritratto intenso e complesso di una donna segnata dalla violenza politica ma determinata a ricostruire la propria vita.
La premiazione si è tenuta al Circolo dei lettori e delle lettrici, nell’ambito della collaborazione tra il Premio Strega Europeo e il Salone del Libro. Il volume di Guerriero ha ottenuto 16 voti dalla giuria composta da trenta scrittrici e scrittori italiani vincitori e finalisti del Premio Strega. In concorso figuravano anche La notte nel cuore di Nathacha Appanah, Entra il fantasma di Isabella Hammad, In tempo reale di Tonio Schachinger ed Estranea di Yael van der Wouden.

La cinquina finalista del Premio Strega Poesia 2026
Per il Premio Strega Poesia 2026, il Comitato scientifico ha selezionato la cinquina finalista tra 138 opere candidate. I libri scelti sono Procne Machine di Carmen Gallo (Einaudi), Godzilla e altre poesie di Federico Italiano (Guanda), Maniere nere di Isabella Leardini (Mondadori), La linea spezzata di Fabrizio Lombardo (Donzelli) e Faldone di Vincenzo Ostuni (Il Saggiatore).
Le motivazioni della giuria delineano cinque opere molto diverse tra loro, ma accomunate da una forte tensione linguistica e civile. Carmen Gallo lavora sul tema del volo e della paura trasformandoli in una «scultura a parole». Federico Italiano intreccia memoria personale e trauma collettivo evocando ricordi e paesaggi, soprattutto quello ticinese dell’infanzia, e l’ombra di Chernobyl. Isabella Leardini costruisce invece un universo acquatico e sospeso, attraversato dal tema della metamorfosi e della morte. Fabrizio Lombardo affronta le fratture storiche e psicologiche della contemporaneità attraverso una lingua essenziale e misurata, mentre Vincenzo Ostuni porta all’estremo l’ambizione di una poesia totale, capace di contenere politica, amore, pensiero e biografia in un unico grande “faldone” esistenziale.

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