Arte

“no time no space”, 180 gallerie alla fiera miart 2024

Preso in prestito da una canzone di Franco Battiato, il titolo della 28a edizione di miart – fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano (12-24 aprile 2024), no time no space, vuole sottolineare la volontà della manifestazione di allargare i propri confini sia dal punto di vista geografico sia temporale.

Con il contributo di 180 gallerie, attraverso portali spaziali e corridoi temporali, miart 2024, organizzata da Fiera Milano e diretta da Nicola Ricciardi – è pensata come luogo di scoperta e riscoperta di pratiche e linguaggi, territorio di confronto e dialogo tra generazioni, occasione per coltivare la cultura e conoscere l’arte. Molte le conferme da parte di gallerie che già hanno partecipato alle ultime edizioni, ma è forte anche l’incidenza di gallerie internazionali che crescono in numero e in qualità, grazie a significative new entry in “Established”, la sezione principale che raccoglie una selezione di altissima qualità dai grandi maestri dell’arte moderna alla più stretta contemporaneità. Con linguaggi che spaziano dalla scultura alla pittura, dal disegno all’installazione, dal video alla fotografia, senza tralasciare il design da collezione e d’autore, le 146 gallerie che partecipano alla sezione “Established” fanno della fiera milanese un’eccellenza di richiamo per collezionisti, curatori e artisti in cerca di novità ma anche di specificità locali.

Molte le opere museali presenti in fiera, come ad esempio Caribbean Tea Time da Galerie Lelong & Co. (Parigi – New York), uno spettacolare paravento del 1987 di David Hockney le cui edizioni sono oggi in alcune delle più prestigiose collezioni internazionali, dalla Tate Modern al Metropolitan Museum, o l’installazione di Vivian Suter pensata per lo stand di kaufmann repetto (Milano – New York), frutto della decennale ricerca dell’artista sulle vicissitudini della foresta pluviale del Guatemala e già al centro di due bellissime mostre presso Secession a Vienna e GAMeC a Bergamo. Numerose anche le opere commissionate appositamente per miart 2024, come la spettacolare altalena pensata e realizzata da Francesco Arena per lo stand di Galleria Raffaella Cortese (Milano) o l’opera che Pierpaolo Campanini ha progettato per Corvi-Mora (Londra) e che sarà in parte scultura a sé e in parte display per altre opere di artisti quali Joseph Beuys, Alighiero Boetti e Roger Hiorns. Non mancano come sempre i solo show, come ad esempio, solo per citarne alcuni, quelli dedicati al pittore Tomasz Kowalski da Dawid Radziszewski (Varsavia) o al fotografo Guido Guidi da Viasaterna (Milano). Ci sono poi gli stand costruiti attorno all’alternarsi di due posizioni, come la doppia presentazione dei giovanissimi Henry Schume Isabella Costabile da Andrew Kreps Gallery (New York), o il dialogo storico tra i “televisori” di Mario Schifano e le video sculture di Nam June Paik proposto da Eidos Immagini Contemporanee (Asti).

La prossimità con l’apertura della 60a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia ha portato numerose gallerie a dare risalto in fiera agli artisti selezionati dal curatore Adriano Pedrosa. Ne sono un esempio lo stand monografico dedicato al giovane pittore Louis Fratino da parte di Galerie Neu (Berlino) o l’ambizioso progetto espositivo di Richard Saltoun Gallery (Londra – Roma) che porterà in fiera le opere di tre artiste protagoniste della rassegna veneziana come Greta Schödl, Bertina Lopes e Xiyadie. Rappresentano un omaggio alla Biennale anche la posposta di Galleria dello Scudo (Verona) che presenta un focus sullo Spazialismo veneziano con opere degli anni Cinquanta di artisti quali Emilio Vedova, Tancredi Parmeggiani, Renato Birolli ed Edmondo Bacci, così come il ricercato allestimento di ED Gallery (Piacenza) che presenta, oltre a dipinti e sculture, una selezione di opere che vennero realizzate dai maestri vetrai murantesi per la Biennale di Venezia del 1914.

Infine, sempre all’interno della sezione “Established”, trova spazio anche Timescape, progetto espositivo a cura della fiera stessa che si svilupperà nel corso del prossimo triennio e che ogni anno porterà all’attenzione del pubblico opere realizzate in epoche sempre più distanti nel tempo rispetto alla tradizionale offerta cronologica della fiera. Punto di partenza di questo viaggio sarà il Primo Novecento e le gallerie che vi partecipano presentano vere e proprie micro-esposizioni, che arricchiscono la fiera con un approccio trans-storico e trasversale aumentando la capacità di attrazione per collezionisti, curatori e professionisti italiani e stranieri. Ne sono un esempio lo stand di Galleria Gomiero (Montegrotto Terme) che racconta il ritratto nell’ambito della scultura, con opere di inizio secolo scorso di, tra gli altri, Medardo Rosso e Giacomo Manzù, o l’esposizione curata da Bottegantica (Milano) e dedicata ad alcuni protagonisti del Novecento Italiano, da Giacomo Balla a Umberto Boccioni, con un focus tematico su Futurismo e Aeropittura.

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