Mostra

Park Eun Sun e Mario Botta, tra scultura e architettura

Dal 17 settembre al 19 dicembre la Fondazione Gabriele e Anna Braglia di Lugano ospita Park Eun Sun – Mario Botta: scultura e architettura fra Oriente e Occidente, prima esposizione in Svizzera dedicata al dialogo tra lo scultore coreano Park Eun Sun e l’architetto ticinese Mario Botta. Curata da Gaia Regazzoni Jäggli per la Fondazione Braglia, la mostra mette a confronto due ricerche autonome ma accomunate da una particolare attenzione al rapporto tra forma, materia e spazio.

Il percorso espositivo, distribuito sui due piani della Fondazione, propone sculture, modelli, immagini e materiali documentari, costruendo un confronto tra il linguaggio plastico di Park Eun Sun e la concezione architettonica di Botta. La scultura viene presentata non soltanto come oggetto autonomo, ma come presenza in grado di modificare la percezione dello spazio e di instaurare un rapporto con l’architettura. Al centro della mostra sono quindi le relazioni fra materia e luce, equilibrio e instabilità, dimensione fisica e dimensione ideale, in un dialogo che attraversa anche le differenti matrici culturali dei due artisti.

Un ruolo centrale è affidato all’Infinito Museum, il museo dedicato a Park Eun Sun progettato da Mario Botta nella contea di Shinan, in Corea del Sud. Il progetto costituisce uno degli esempi più significativi dell’incontro tra le due ricerche: l’edificio non è concepito come semplice contenitore delle opere, ma come parte integrante della loro esperienza, in relazione con il paesaggio circostante. La mostra luganese permette così di ripercorrere, attraverso opere e materiali di documentazione, la collaborazione che ha portato alla realizzazione del museo e di osservare come scultura, architettura e ambiente possano concorrere alla costruzione di un’unica esperienza percettiva.

Le opere di Park Eun Sun sono caratterizzate da forme verticali e superfici attraversate da fratture e tensioni. È proprio nella relazione fra solidità e apertura, peso e slancio, che la ricerca dello scultore coreano incontra la riflessione di Botta sullo spazio costruito. Il confronto proposto dalla mostra non cerca dunque di sovrapporre i due linguaggi, ma di evidenziarne le corrispondenze e le differenze, mostrando come discipline diverse possano interrogarsi reciprocamente sulla natura della forma.

La presenza di Park Eun Sun si inserisce inoltre nel percorso della Collezione Gabriele e Anna Braglia, che comprende circa cinquanta sculture di una trentina di artisti. Tra le acquisizioni più recenti figurano tre colonne in bronzo dell’artista coreano, collocate all’esterno della Fondazione: opere che portano già nello spazio urbano il tema del rapporto tra scultura, architettura e ambiente e che introducono idealmente al percorso della mostra.

Ad accompagnare l’esposizione sarà inoltre un catalogo in italiano e inglese, pubblicato dalla Fondazione Gabriele e Anna Braglia, con testi di Mario Botta, Leonardo Contini e Flaminio Gualdoni. Il volume raccoglie contributi critici e materiali dedicati alla ricerca di Park Eun Sun, al progetto dell’Infinito Museum e alla collaborazione fra lo scultore e l’architetto.

La mostra sarà visitabile dal 17 settembre al 19 dicembre 2026 alla Fondazione Gabriele e Anna Braglia, in Riva Antonio Caccia 6A a Lugano, il giovedì, venerdì e sabato dalle 10 alle 12.45 e dalle 13.45 alle 18.

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