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Pinacoteca Züst, la nuova mostra è dedicata a Luigi Rossi

Luigi Rossi, Farfalle (o Primavera), 1910-1915. Olio su tela, 60 x 85 cm, Collezione privata.

Nel centenario di Luigi Rossi, la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate propone una retrospettiva dove, accanto ai capolavori noti del poliedrico artista ticinese, provenienti da prestigiosi musei svizzeri (MASI di Lugano, Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra, Collezioni della Confederazione) e italiani (GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino) si espongono opere conservate in raccolte private, alcune delle quali recentemente riemerse. La mostra, a cura di Matteo Bianchi, responsabile della Casa Museo in Capriasca e pronipote dell’artista, si intitola Luigi Rossi (1853-1923). Artista europeo tra realtà e simbolo e sarà aperta al pubblico dal 15 ottobre 2023 al 25 febbraio 2024. Le opere riunite alla Züst – dipinti e acquerelli – consentono di seguire l’evoluzione della sua pittura dal realismo al simbolismo per approdare al Liberty, in un percorso che lo conduce dalla pittura di genere, al ritratto e al paesaggio.

Artista europeo fra realtà e simbolo – pittore geniale, raffinato illustratore, educatore democratico – Luigi Rossi visse tra l’Italia, la Svizzera e la Francia, elaborando nelle sue opere, in modo del tutto originale, il nuovo che percorreva l’Europa dell’arte. La formazione del giovane artista si compie all’Accademia di Brera a Milano. In esordio l’artista dipinge scene di genere fra ironia e malinconia, nella tradizione del verismo sentimentale di scuola lombarda. Rossi esegue con sobrietà una galleria di ritratti dell’infanzia e di committenza, sempre profondi nella resa psicologica del soggetto, come quelli di Daudet, Battaglini e della moglie Adele. Nel 1885 si reca a Parigi dove vive una felice stagione come illustratore di libri di successo, in particolare di Alphonse Daudet e Pierre Loti, ai quali si lega di profonda amicizia. Di ritorno a Milano e nel Ticino si afferma come pittore che dalla traduzione della realtà si muove in direzione dell’idea simbolista. Durante gli anni Novanta nascono dipinti di rilievo come L’Armée du travail legati alla vita dei campi e Rêves de Jeunesse, il suo capolavoro simbolista che ha suscitato una poesia di Gian Pietro Lucini. Ai primi del Novecento Rossi si dedica al tema a lui caro dell’infanzia attraverso un’affettuosa sequenza di ritratti della figlia Gina Maria. Risale allo stesso periodo la ripresa di motivi legati ai soggiorni trascorsi in Sicilia e sulle rive dell’Atlantico francese. A inizio secolo, l’opera dell’artista accoglie con misura raffinati elementi decorativi di stile liberty e di profonda sensibilità sociale che riflettono il suo gusto estetico e il suo impegno nelle Scuole dell’Umanitaria di Milano e per i fogli pacifisti. Durante gli anni Dieci, Luigi Rossi esegue pregevoli acquarelli nei quali si rinnova la freschezza delle illustrazioni parigine. Nascono in questi anni capolavori simbolisti come Canto dell’Aurora e Arcobaleno che hanno come protagonista la luce della montagna dei Denti della Vecchia. L’artista si spegne a settant’anni nella sua regione amata della Capriasca, nel Cantone Ticino, teatro dei paesaggi dell’ultimo periodo.

Il catalogo della mostra, edito da Pagine d’Arte, accanto a un lessico originale di Matteo Bianchi, propone interventi critici di Cristina Brazzola, sulla presenza di Luigi Rossi nelle collezioni della Città di Lugano, di Elisabetta Chiodini (Il giovane Luigi Rossi: sulla via del vero tra genere e paesaggio), Franz Müller (L’opera di Luigi Rossi nel contesto dell’arte svizzera) e Sergio Rebora (“Guardare con gli occhi della mente”. Luigi Rossi e il simbolismo) e la riproduzione di un’ottantina di opere per concludersi con una ricca sezione documentaria. Gli apparati sono a cura di Miriam Notari della Casa Museo Luigi Rossi di Tesserete. Accanto al corpo centrale dei dipinti, l’attenzione è rivolta all’attività legata all’illustrazione del libro svolta da Luigi Rossi a Parigi. Questo aspetto permette di leggere l’opera dell’artista attraverso l’uso delle diverse tecniche del disegno, dell’acquerello e della fotografia. In sommario, anche lo studio dell’impegno sociale e didattico svolto dall’educatore democratico che è stato Luigi Rossi ai primi del Novecento: presso l’Umanitaria a Milano e le Scuole di disegno nel Cantone Ticino.

La mostra dedicata a Luigi Rossi conclude un ciclo di mostre che la direttrice della Pinacoteca Züst, Mariangela Agliati Ruggia, in collaborazione con Alessandra Brambilla, ha riservato all’opera di Rossi. Luigi Rossi (1853-1923). Artista europeo tra realtà e simbolo è aperta al pubblico dal 15 ottobre 2023 al 25 febbraio 2024 nei seguenti orari: Ma-Ve, 09-12 e 14-17; Sa-Do 10-12 e 14-18. Chiuso: il lunedì; 24, 25 e 31/12. Aperto: 1/11; 8, 26/12; 1, 6/01.

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