Teatro

“Sognare da svegli”: una stagione per restare desti nel sogno

La Fondazione Claudia Lombardi per il teatro di Lugano-Figino (via Casoro 2) inaugura la nuova stagione teatrale 2025/26 sotto il titolo Sognare da svegli, un invito a coltivare l’immaginazione senza distogliere lo sguardo dal presente. Il tema nasce da un passaggio di Caryl Churchill, tra le voci più significative della drammaturgia contemporanea, che nella sua riscrittura di A Dream Play afferma: «Cos’è la poesia? Non è reale, ma forse è più che reale. È sognare da svegli». Un’idea che la Fondazione fa propria come bussola di lavoro: il teatro come spazio di visione e responsabilità, capace di interrogare la realtà invece di eluderla, di tenere insieme lucidità e immaginazione, critica e possibilità. Ogni spettacolo della stagione si muove dentro questa tensione – tra realtà e sogno, testimonianza e speranza – per proporre al pubblico un teatro che osserva, elabora e trasforma: un modo per abitare il nostro tempo con consapevolezza, come in un sogno lucido.

Una rassegna per tutti

Dal 19 ottobre al 30 novembre 2025

In apertura di stagione, una rassegna dedicata a bambine e bambini, dai 5 anni in su, che interroga anche noi adulti. Lo sguardo dell’infanzia diventa una lente per osservare il mondo con responsabilità. Tre appuntamenti, tre modi di “sognare da svegli”.

Si comincia con Mi piace e basta! (19.10) di Freya Teatro, un invito all’autodeterminazione e alla gioia di accettarsi e raccontarsi per ciò che si è, un lavoro che sgretola gli stereotipi, valorizza le differenze e dà spazio alle voci reali dell’infanzia come luogo di verità. Lo spettacolo, diretto da Francesca Biffi, vede in scena Chiara Castiglioni, Sara Terlizzi e Benedetta Marigliano.

È poi la volta di Papà Corvo (16.11) di Teatri Reagenti: il gioco, tra ombre e pupazzi, diventa il linguaggio per dare nome al dolore e ritrovare la cura, in una famiglia che cambia e si trasforma ma non smette di esserci. Uno spettacolo di e con Alessia Candido; in scena anche Giulia Nicolosi.

Chiude il trittico Il mercante di sole (30.11) di Viandanti Teatranti, un omaggio alla fantasia critica di Gianni Rodari, tra parola e musica per allenare immaginazione e pensiero, amicizia e desiderio di pace, parlando ai più piccoli e a chi non ha dimenticato di esserlo stato. Lo spettacolo, diretto da Fabrizio Bianchi, è con Marco Barban e Maria Chiara Vita, che eseguiranno anche musiche dal vivo.

Tutti gli spettacoli di Una rassegna per tutti hanno inizio alle ore 16.00, saranno seguiti da un dialogo con gli artisti e da una merenda offerta a tutti i bambini.

 

La nuova drammaturgia

Dal 21 gennaio al 6 maggio 2026

La rassegna di teatro contemporaneo si apre con Saudade e kebab (21.01), di La Petite Mort Teatro, un attraversamento notturno tra solitudini urbane e vite sospese, per domandarci cosa resta quando i legami si allentano.

Sarà poi la volta di Manicaretti (11.02), lo spettacolo di Marco Trotta che ha vinto il “Premio giuria del pubblico” durante l’ultima edizione del concorso testinscena®. Si tratta di un lavoro che mette a fuoco il cortocircuito tra dolore privato e clamore pubblico, la spettacolarizzazione mediatica e le sue zone d’ombra, per rivedere i confini tra vittima, carnefice e consumo di storie.

Segue R3: le regole dell’ipnocrazia (04.03) di Spaletta, Vicardi, Rotella, una riscrittura contemporanea del Riccardo III di Shakespeare che indaga l’ossessione per l’immagine, il potere e la fame di popolarità, in un sistema che schiaccia, seduce e alla fine addestra.

È atteso anche il debutto di Lele (25.03) della compagnia Colombo/Pace, che in modo diretto ci parla di depressione, affrontando lo stigma che sopra vi grava. L’intento è duplice: dare voce a ciò che spesso, forse per vergogna, si tace e aprire, attraverso un dialogo onesto sulla cura, un nuovo spazio di possibilità.

Non mancherà Il cantico dei burattini (15.04) di Teatro la Fuffa, con protagonista un Pinocchio contemporaneo e disincantato che osserva un Paese dei balocchi ormai usurato. Un “inno al disagio” che rilegge il classico e fa affiorare i sogni infranti di una generazione senza fili né sostegni.

Chiude la rassegna Il nostro grido (06.05) di Ariele Celeste Soresina, un atto teatrale che intreccia parola, poesia e musica, e porta in superficie la violenza invisibile che abita il nostro quotidiano, nei gesti minimi, nelle abitudini radicate, nei silenzi imposti. Un urlo per risvegliare le coscienze.

Tutti gli spettacoli della rassegna La nuova drammaturgia hanno inizio alle ore 20.00 e sono seguiti da un dialogo aperto con il pubblico e da una risottata.

 

gARTen, festival di teatro nel parco

Dall’1 al 3 luglio 2026

A luglio le attività della Fondazione si spostano nel parco, con un festival della durata di tre giorni. Il focus resta sul teatro e sulle forme d’arte ad esso connesse, passando per prosa, danza, e physical theatre. In continuità con la collaborazione pluriennale con l’Accademia Teatro Dimitri, la giornata di apertura è dedicata, come di consueto, ai suoi artisti e alle sue artiste.

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