Successo per il 5° Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo

© Alessandro Bellusci
La quinta edizione di Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo (3-5 ottobre 2025), dedicata quest’anno al tema “Tira fuori la lingua!”, ha richiamato un pubblico numeroso e autrici e autori provenienti da tutta la Svizzera, tra dialoghi, performance e letture multilingui. «Mai come quest’anno abbiamo tirato fuori le lingue!» ha dichiarato con entusiasmo la direttrice del festival Begoña Feijoo Fariña. «Abbiamo sentito di lingue recise, di lingue troncate, di lingue plasmate, di lingue create. Abbiamo, forse per la prima volta, guardato alla definizione di Lingua materna comprendendo che quella maternità può essere doppia (la nascita e il divenire madre). E tutte queste lingue, queste facce della stessa medaglia – che è il comunicare – sono dentro alla letteratura», ha aggiunto la direttrice, prima di dare appuntamento alla prossima edizione, dal 2 al 4 ottobre 2026.
Tra i momenti più applauditi della passata edizione, l’apertura musicale con Elina Duni e Rob Luft nel concerto Chansons d’amour et d’exil, e l’intenso dialogo tra Kim de l’Horizon e la traduttrice Silvia Albesano sul pluripremiato romanzo Perché sono da sempre un corso d’acqua. Non sono mancati gli incontri dedicati alla poesia e alla traduzione: da Raccontare in poesia con Noè Albergati e Fabiano Alborghetti, a Scrivere tra le lingue con Prisca Agustoni e Gianna Olinda Cadonau, fino a Lingue imposte, lingue del cuore con Henri Michel Yéré. Spazio anche ai più piccoli, con laboratori per l’infanzia, e alle sorprese “fuori programma” che hanno portato il pubblico a scoprire la magia della traduzione poetica grazie agli autori ospiti e alla collaborazione con la Casa dei traduttori di Looren. La chiusura è stata affidata a Flurina Badel, che con la performance bilingue Disgust ha dato voce alla pluralità linguistica come esperienza di corpo e parola.
Ancora una volta, Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo si è confermato un laboratorio vivo della parola e delle sue trasformazioni, accogliendo scrittori e traduttori che lavorano tra idiomi e culture diverse.