Incontri

Tra Grosio e l’Alta Valtellina con NodoLibri

Mercoledì 20 dicembre alle ore 18.00, presso la sede di NodoLibri a Como, in via Borsieri 16, si terrà un incontro dedicato alla presentazione di due novità editoriali. Per partecipare è obbligatorio prenotarsi tramite Eventbrite.

Renata Casolini rivelerà la genesi del suo romanzo storico Camminando sul tempo, un’opera che svela un forte legame col territorio valtellinese. Il libro si apre infatti nell’Alta Valtellina del primo ‘900, dove famiglie e giovani poco più che adolescenti lasciano le montagne per sfuggire alla povertà. Poche case poste in fila su un dirupo dal quale si vede tramontare il sole nel fondovalle: è dentro queste scenografie che i personaggi vivono il loro tempo con passione, desideri, inquietudini e senso di sradicamento. Le loro vite si intrecciano agli eventi storici che le hanno attraversate: l’emigrazione, la Prima guerra mondiale, il biennio rosso e la nascita del fascismo. Mutano poi luoghi e situazioni, progetti e destini, tra Italia e Argentina: la varietà di idiomi e dialetti che i dialoghi tra i protagonisti rivelano (valtellinese, comasco, spagnolo e cocoliche) ne sono testimonianza fedele ed evocativa.

Su questa traccia, di ambito territoriale, si terrà inoltre la presentazione del ricco volume fotografico Grosio. Il paese nella gente, appena edito da NodoLibri, con fotografie di Antonella Catalano e testi di Gerardo Monizza, Gabriele Antonioli, Elisabetta Pruneri. Ogni immagine è un segno consapevole di un soggetto che ha ben compreso il senso della fotografia, che non è solamente mettersi in posa, lasciarsi riprendere, attendere lo scatto e liberarsi quasi con un sospiro di sollievo. In dialetto grosino fotografare si dice futär, termine che mantiene una vaga somiglianza lessicale, ma c’è un modo lombardo (abbastanza diffuso in molte zone) che rende il verbo fotografare con un concetto più preciso: fas tirà gió. Si traduce solitamente in farsi riprendere (con significato di ritrarre) benché riprendere sia riduttivo, semplicistico. Invece, “farsi tirar giù” si può intendere come “concedersi” o anche “lasciarsi andare” o meglio ancora “rivelarsi”. Si potrebbe dire “raccontare”.

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