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“Un’altra vita”, al via gli Eventi letterari del Monte Verità

Immagine realizzata da Jannuzzi Smith.

Nel settecentesimo anniversario dalla morte di Dante – e nel mezzo di un “cammino” di ricostruzione, dopo il trauma della pandemia e della crisi economica e sociale – gli Eventi letterari Monte Verità, con il nuovo presidente Raphaël Brunschwig, guardano al futuro. I protagonisti di “Un’altra vita”, la nona edizione della manifestazione culturale asconese (11-14 novembre 2021), sono intellettuali, scrittori e filosofi fra i maggiori del nostro tempo, ai quali il direttore artistico Paolo Di Stefano, affiancato da Maike Albath e Maurizio Canetta, ha affidato un compito ambizioso: indicarci una strada che ci conduca a “riveder le stelle”, affrontando con coraggio la riflessione sui grandi temi della contemporaneità.

 

Giovedì 11 novembre

Ad aprire le giornate letterarie, al PalaCinema di Locarno, sarà la scrittrice anglo-canadese Rachel Cusk, fra le più grandi rivelazioni del panorama letterario degli ultimi vent’anni. Al centro dell’interesse della critica e dei lettori per la sua originale concezione del romanzo come forma di ascolto, e da sempre attenta alla questione dell’identità femminile, Rachel Cusk affronterà il tema dell’“altra vita” con la quale ogni donna si trova confrontata nel diventare madre.

 

Venerdì 12 novembre

Gli incontri proseguiranno al Monte Verità di Ascona con Joachim Sartorius (v. l’intervista di Laura Quadri)– poeta e già direttore artistico degli Eventi letterari – che rifletterà sul miracolo della poesia, capace, col suo sguardo, di fermare il tempo e di “impadronirsi del mondo”. Insieme all’architetto Stefano Boeri – in dialogo con lo storico dell’architettura Manuel Orazi – invece, ci interrogheremo su come ripensare il nostro modo di stare insieme, di convivere all’interno delle città, “de-sincronizzando” i tempi della vita urbana e ritrovando nuovi equilibri fra spazi aperti e spazi domestici. La giornata si concluderà con un incontro con Helena Janeczek (v. l’intervista di Laura Quadri) posto sotto il segno della “gioia spudorata”: gioia di vivere e sete di libertà sono infatti al centro della storia avventurosa di Gerda Taro, la prima fotogiornalista caduta in un campo di battaglia, a cui la scrittrice milanese (ma di origini tedesche e ebreo-polacche) ha dedicato il suo ultimo libro – un invito a riflettere sulla nostra capacità di combattere per le cause in cui crediamo, anche quando sembrano perse.

 

Sabato 13 novembre

La mattina di sabato sarà dedicata alla cerimonia di consegna del prestigioso Premio Enrico Filippini, che mira a valorizzare le iniziative e gli attori del mondo dell’editoria che più si segnalano per il loro coraggio, la loro creatività e il loro spirito innovativo. Vincitrice del premio è quest’anno la casa editrice Éditions d’en bas – fondata nel 1976 dal sociologo e attivista vodese Michel Gardon e diretta poi da Jean Richard – particolarmente attenta alle culture periferiche e alle linee più audaci della contemporaneità. A pronunciare la laudatio e dialogare con l’editore sarà il poeta Fabio Pusterla.

Sotto la guida dell’eclettico drammaturgo, novelliere e romanziere svizzero Thomas Hürlimann, il pubblico sarà poi invitato a ripercorrere, sulle ali della fantasia e dell’amore, il viaggio esistenziale del protagonista di Heimkehr, fra Svizzera e Sicilia. Più tardi, dapprima insieme all’anglista e scrittrice Nadia Fusini, e quindi in compagnia della filologa Natascia Tonelli, il pubblico sarà stimolato a riflettere sul ruolo delle donne nella storia della letteratura. Se l’intervento di Fusini sarà dedicato alle figure femminili nell’opera di Shakespeare (donne eroiche e ribelli, che marcarono in maniera indelebile l’inizio dell’epoca moderna), la lezione di Natascia Tonelli traccerà un ritratto dei personaggi femminili che popolano la vita e l’opera di Dante – presenze biografiche o donne misteriose, rielaborate dalla fantasia del poeta.

Nella serata di sabato ci immergeremo nei paesaggi montagnosi che fanno da sfondo alle opere dello scrittore milanese Paolo Cognetti, vincitore, fra gli altri, del Premio Strega 2017 con il romanzo Otto montagne, tradotto in oltre 40 paesi. Se la montagna, come scrive Cognetti, «è un modo di vivere la vita… silenzio, tempo e misura», come si può progettare, attraverso di essa, “un’altra vita”, un’altra felicità nell’oggi?

 

Domenica 14 novembre

La scrittrice tedesca Judith Hermann rifletterà, attraverso le vicende della protagonista del suo ultimo romanzo (Daheim), sulla possibilità di rovesciare l’esperienza della solitudine, dello smarrimento, della dolorosa perdita di un “vecchio mondo”, nella conquista di una nuova libertà. La chiusura della nona edizione degli Eventi letterari Monte Verità sarà invece dedicata a Manuel Vilas, conosciuto nel mondo come uno dei romanzieri spagnoli viventi più influenti e tra le sorprese della narrativa internazionale degli ultimi anni. A Vilas sarà affidato il compito di sondare uno dei lati più misteriosi e affascinanti del tema al centro di questa edizione: il ruolo della memoria individuale e collettiva nell’aprirci a “un’altra vita”.

Si segnala infine che il Museo Novecento di Firenze, in collaborazione con la Fondazione Monte Verità di Ascona, presenta Monte Verità. Back to nature (19 novembre 2021 – 10 aprile 2022), la prima mostra in Italia dedicata alla celebre collina dell’utopia, ai suoi fondatori e agli ospiti illustri che la frequentarono.

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