Addio a Mario Adorf, l’attore dalle mille identità

Mario Adorf (Zurigo, 8 settembre 1930 – Parigi, 8 aprile 2026)
È morto a Parigi, all’età di 95 anni, Mario Adorf, uno dei volti più intensi e versatili del cinema europeo del secondo Novecento.
Nato a Zurigo nel 1930, figlio di madre tedesca e padre italiano, Adorf ha costruito una carriera internazionale attraversando con naturalezza lingue, generi e cinematografie diverse. Interprete di oltre 200 film tra cinema e televisione, è stato capace di incarnare figure complesse e spesso ambigue: criminali, patriarcati, uomini di potere, ma anche personaggi tragici e ironici, sempre dotati di una profonda umanità.
Divenne famoso nel 1957 nel ruolo di un assassino di donne nel film Ordine segreto del III Reich di Robert Siodmak. Ottenne ruoli importanti nelle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie come Il tamburo di latta (1979) di Volker Schlöndorff, dall’omonimo romanzo di Gunther Grass, e Il caso Katharina Blum (1975) diretto da Schlöndorff e Margarethe von Trotta, tratto dal romanzo L’onore perduto di Katharina Blum di Heinrich Böll.
Nel corso della sua lunga carriera ha lavorato con alcuni dei più importanti registi europei e internazionali, tra cui Sam Peckinpah, Dario Argento e Rainer Werner Fassbinder, diventando una figura ponte tra il cinema tedesco, italiano e francese.
La sua scomparsa, avvenuta dopo una breve malattia, chiude una delle traiettorie artistiche più ricche e transnazionali del cinema europeo: quella di un attore capace di attraversare epoche e stili senza mai perdere la propria forza espressiva.