Cinema

Al via il 10° Film Festival Diritti Umani Lugano

Dal 19 al 29 ottobre 2023 torna a Lugano per la decima edizione il Film Festival Diritti Umani Lugano, anniversario festeggiato con uno speciale Concorso internazionale di lungometraggi e il debutto di Oltre festival, una serie di eventi collaterali, tra mostre e iniziative che vedono la collaborazione con molte realtà del territorio. Undici giorni di programmazione e una trentina di film per più di quaranta proiezioni (tra cui 13 prime svizzere e 12 prime per la Svizzera Italiana) per raccontare i diritti umani in tutte le loro sfaccettature e complessità. Le proiezioni – al Cinema Lux art house di Massagno, al Cinema Corso e al Cinema Iride di Lugano – saranno accompagnate da momenti di incontro con gli ospiti internazionali e locali che, attraverso approfondimenti e dibattiti aperti a tutti, racconteranno il loro punto di vista e le loro esperienze aiutando il pubblico a contestualizzare le storie dei film.

Il festival, che quest’anno ha per tema l’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani («tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti») prenderà il via giovedì 19 ottobre alle ore 19.00 al Cinema Lux con il saluto del FFDUL e delle Autorità: Marina Carobbio Guscetti, Consigliere di Stato, e Roberto Badaracco, Vice sindaco e Capodicastero Cultura, sport ed eventi della Citta di Lugano. Alle ore 20.30, la serata prosegue con la proiezione del primo film del Concorso internazionale di lungometraggi: Victim di Michal Blaško, un dramma pieno di suspense, in cui in una società razzista una donna in cerca di giustizia è divisa tra la famiglia e la ricerca della verità.

La Cerimonia di premiazione del Concorso internazionale di lungometraggi si terrà sabato 28 ottobre alle ore 20.30, al Cinema Corso: per la sua prima edizione propone otto pellicole (in anteprima svizzera) che concorreranno per il Premio della giuria, il Premio del pubblico, e il Premio Amnesty International Svizzera. La consegna del Premio giornalistico Carla Augustoni, in collaborazione con AMCA – Associazione per l’aiuto medico al Centro America, è in programma domenica 29 ottobre alle ore 14.00, sempre al Cinema Corso. Per quanto riguarda infine gli incontri con la regista iraniana  Manijeh Hekmat, Premio Diritti Umani per l’Autore 2023, si terranno in due momenti. La prima volta la incontreremo durante la premiazione, venerdì 27 ottobre alle ore 20.30 al Cinema Corso, quando riceverà il premio da Abbas Amini (regista di Endless Borders), a cui seguirà la proiezione del film 19 e il panel Incontro tra due generazioni di cinema iraniano, con il giornalista Ahmad Rafat. La seconda volta sarà sabato 28 ottobre alle ore 15.45 al Cinema Iride, per la proiezione di Women’s prison, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia e, l’anno successivo, premiato con l’Amnesty International Award al Festival di Rotterdam.

 

I film

Saranno diverse le tematiche trattate dai film di questa decima edizione del FFDUL, un festival che, da sempre, tramite lo sguardo cinematografico, vuole gettare una luce su realtà poco conosciute o dimenticate. Diversi film esploreranno il tema del lavoro in tutte le sue sfumature. Come Or de vie – A Golden Life di Boubacar Sangaré, che esamina le condizioni precarie e pericolose di un giovane nelle miniere d’oro del Burkina Faso. O ancora After Work di Erik Gandini, che si interroga su un futuro in cui il lavoro potrebbe non essere più necessario. Fino ad arrivare a Life is a game di Luca Quagliato e Laura Carrer, che affronta il duro lavoro dei rider in città, in contrasto con la narrazione promossa dalle multinazionali del settore.

Il Festival, che segue da sempre i preoccupanti conflitti mondiali, proporrà anche quest’anno una serie di titoli che vogliono indagare la guerra e la vita di tutte le persone coinvolte. Dallo sradicamento a causa dei conflitti in Dounia & the princess of Aleppo di Marya Zarif e André Kadi (in collaborazione con Il Cinema dei Ragazzi), alla storia di rifugiati clandestini in fuga dai Talebani in Endless borders di Abbas Amini. Senza dimenticare la guerra in Ucraina, raccontata da In the Rearview di Maciek Hamela, storia di civili ucraini che, costretti ad abbandonare bruscamente le loro case, si affidano all’aiuto del furgone di volontari organizzato dal regista.

Al FFDUL, migrazione e ricerca della memoria si intrecciano per dare vita a pellicole che raccontano storie di identità e di radici. Tra i vari titoli si ricordano Trieste è bella di notte di Andrea Segre, Matteo Calore e Stefano Collizzolli, sui migranti della rotta balcanica; mentre il film svizzero Lettres ouvertes di Katharine Dominicé e Interdit aux chiens et aux italiens di Alain Ughetto (che non è in catalogo ma viene presentato alle scuole del locarnese grazie alla collaborazione tra il FFDUL e Cinemagia) raccontano, rispettivamente, il lavoro degli stagionali in Svizzera e l’immigrazione degli italiani in Francia agli inizi del secolo. Spazio, poi, all’America Latina con Hasta la frontiera di Patricia Fiori e Guillaume Lopez, storia di un uomo in fuga dalla dittatura di Pinochet che vive in Svizzera da più di 20 anni. E ancora il film Campo abierto di Alessio De Gottardi, Emanuel Hohl, Manuel Jäggi e Matthias Müller Klug, una meditazione sul linguaggio, sul possesso e sul tempo nella steppa della Patagonia, e Hijos del viento di Felipe Monroy, sulla ricerca della verità di tre madri durante il conflitto armato in Colombia. A silent story di Anders Skovbjerg Jepsen, invece, racconta la ricerca dell’amico d’infanzia del regista che ha abusato sessualmente di lui quando erano entrambi bambini. Sconosciuti puri di Valentina Cicogna e Mattia Colombo, verte infine sull’impegno quotidiano per garantire il diritto alla dignità ai cadaveri privi di identità della dottoressa e antropologa forense Cristina Cattaneo (per la recensione v. l’Osservatore n.41/2023).

Il mondo in continua evoluzione, grazie alla tecnologia che ha invaso ormai la nostra vita quotidiana, verrà esplorato in Another body di Sophie Compton e Reuben Hamlyn, film che segue una studentessa alla ricerca di risposte e giustizia dopo aver scoperto online la diffusione di pornografia deepfake con il suo volto (per la recensione v. l’Osservatore n.41/2023). Il Festival luganese non dimentica un altro aspetto del nostro mondo, ovvero la lotta che milioni di persone hanno intrapreso a favore dell’ambiente. Ci racconteranno questo impegno civile film come La ilusion de la abundancia di Erika Gonzalez Ramirez e Matthieu Lietaert (in collaborazione con Università della Svizzera italiana durante l’evento Il mondo in USI), sulla lotta di tre donne per proteggere la natura, o come Bigger than us (Un mondo insieme) di Flore Vasseur, storia di una diciottenne che combatte l’inquinamento da plastica che devasta il suo paese, l’Indonesia.  E ancora storie di donne e di riscatto, come Houria di Mounia Meddour Gens, e Women’s prison e 19 di Manijeh Hekmat. Sarà presentato al FFDUL anche Jaima di Francesco Pereira, cortometraggio di diploma frutto della collaborazione, voluta dal FFDUL, tra il CISA di Locarno e la scuola E.F.A, e girato nei campi rifugiati Saharawi di Tindouf in Algeria (il film sarà anche proiettato al Multisala di Mendrisio, alla presenza del regista, nell’ambito della rassegna Sahara, tra leggende e realtà).

 

Gli ospiti 

Le giornate del festival saranno come sempre animate dalla presenza di molti ospiti cinematografici e non.

Mercoledì 25 ottobre, al Cinema Corso, ci saranno Stefano Collizzolli, coregista del film Trieste è bella di notte (ore 13.30, Migranti e profughi alle nostre frontiere); la regista di Lettres ouvertes, Katharine Dominicé, e il coprotagonista del film, Yannick Gilestro (ore 17.30, Essenziali e invisibili agli occhi); i giornalisti Bruno Giussani e Paolo Attivissimo, dopo la proiezione di Another Body (ore 20.30, Dietro lo schermo. Identità, diritti e abusi nel mondo digitale).

Giovedì 26 ottobre il Cinema Corso accoglierà, dopo la proiezione di Or de vie, Jörg Frieden, membro del Comitato centrale di Helvetas Svizzera e Maria Sassi, vicepresidente del CICOPS e presidente COOPI Suisse (ore 17.30, In cerca d’oro e di speranza. Tra lavoro minorile e ricerca di un futuro migliore); la dottoressa e antropologa forense Cristina Cattaneo, protagonista di Sconosciuti Puri, e i registi del film Valentina Cicogna e Mattia Colombo (ore 20.30, Corpi senza nome: restituire i diritti a chi non ne ha avuti).

Venerdì 27 ottobre, dopo la proiezione di Jaima, si terrà un incontro a più voci alla presenza, tra gli altri, del regista Francesco Pereira (ore 17.30, Cinema Corso, Il popolo Saharawi in lotta per la sua autodeterminazione). Interverranno poi Alessio De Gottardi e Manuel Jägg, registi di Campo abierto (ore 18.30, Cinema Iride, Un racconto dalla fine del mondo).

Sabato 28 ottobre, ancora al Cinema Corso, sarà la volta della regista di Hasta la frontera, Patricia Fiori, e il protagonista Patricio Ortiz (ore 14.00, Solidarietà e militanza); Abbas Amini presenterà il suo film Endless borders (ore 17.30, Oltre i muri).

Domenica 29 ottobre saranno presenti i registi di Life is a Game, Luca Quagliato e Laura Carrer (ore 14.00); la sociologa Francesca Coin e la giornalista RSI Chiara Fanetti, dopo il film After work (ore 17.30, L’influenza delle nuove tecnologie sul nostro futuro).

 

Gli incontri e le mostre di Oltre Festival

Domenica 22 ottobre alle ore 11.30, presso il Ristorante Nuovo Gallo d’Oro, in Via Trevano 19, si terrà un brunch per creare un momento di condivisione tra chi il festival lo fa, chi partecipa come ospite e chi lo visita. Il tutto accompagnato da un momento musicale con il gestore del locale Goran (già Balkan Lover).

Lunedì 23 ottobre alle ore 18.30 verranno inaugurate due mostre, accolte nell’Ex Asilo Ciani, poi visitabili dal 24 al 29 ottobre, dalle 10 alle 18. Noi e gli altri: dai pregiudizi al razzismo, incrociando le conoscenze provenienti da diverse scienze, offre delle chiavi di lettura su come dal pregiudizio nasce il razzismo. Un progetto promosso da Repubblica e Cantone Ticino – Programma di Integrazione Cantonale e Settimana Contro il Razzismo. I AM IA, la mostra di Fabrizio Intonti, presenta invece una serie di ritratti che permettono al pubblico di interrogarsi sulla rappresentazione generata da questi strumenti. L’esposizione è curata da Leonardo Brogioni, fotografo e collaboratore del Festival Diritti Umani – Milano.

Martedì 24 ottobre alle ore 19.30, nello Spazio L’Ove di Viganello, il poeta Fabio Pusterla e il musicista Terry Blue proporranno poi al pubblico una lettura appassionata di testi poetici accresciuti da un sottofondo musicale, per una totale immersione dello spettatore.

Dal 25 al 28 ottobre, dalle ore 15.30 alle 19.00, si terranno al Mamitas Caffè & Bar, nel Quartiere Maghetti a Lugano, dei Caffè dei Diritti, con ospiti e staff del FFDUL che passeranno dal Caffè per dialogare con il pubblico e raccontare il festival. Contemporaneamente, dalle 17.00, RadioGwen, mediapartner di Oltre Festival sarà in diretta dal Caffè dei Diritti. 

Sabato 28 ottobre, dalle ore 22.00, Il FFDUL propone una festa, in collaborazione con il Ristorante Porto Bello!, in Via Foce 11 a Lugano, dove diversi dj presentati da Radio Gwen porteranno una selezione musicale sulla quale ballare e passare qualche momento di spensieratezza e non solo.

Si segnala infine che la Libreria Voltapagina, in via Canova 16, proporrà una selezione di titoli sui Diritti Umani e inerenti al festival, con una parte dedicata appositamente ai ragazzi.

Per il programma nel dettaglio visitare il sito del FFDUL. Prevendite su biglietteria.ch

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