Arte in Ticino: uno sguardo d’insieme alla Pinacoteca Züst

Giovanni Serodine, San Pietro in carcere, 1628-1630 ca. Olio su tela, Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate. Fotografia: Roberto Pellegrini
La stagione espositiva 2026 della Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate si inaugura il 22 marzo con un’ampia rassegna dedicata all’arte antica conservata nelle collezioni pubbliche del Canton Ticino.
Superando i limiti, pur preziosi, della propria raccolta, la Pinacoteca propone un’esposizione che riunisce una selezione di opere emblematiche comprese tra il tardo Medioevo e la seconda metà del XIX secolo, provenienti da diversi istituti pubblici del territorio. L’iniziativa consente di restituire una visione organica di un patrimonio storico-artistico solitamente frammentato e non sempre accessibile nella sua interezza.
L’allestimento, strutturato secondo un impianto cronologico articolato per nuclei tematici e tipologici, offre al visitatore l’opportunità di confrontarsi con dipinti e sculture custoditi, oltre che presso la Pinacoteca Züst, in numerose istituzioni ticinesi, tra cui musei, archivi ed edifici ecclesiastici. Tale dialogo tra opere favorisce una lettura approfondita della ricchezza e della complessità del patrimonio artistico regionale, delineando al contempo un sintetico ma efficace profilo della storia dell’arte ticinese nei secoli considerati.

Joos de Momper, Paesaggio con viandanti, 1600-1630 ca. Olio su tela, Cantone Ticino. Fondazione Monte Verità. Donazione Eduard von der Heydt.
Il percorso espositivo mette in luce non solo i principali protagonisti e i momenti nodali di questa vicenda, ma anche le sue peculiarità, quali la significativa mobilità delle maestranze artistiche e il costante rapporto culturale con l’area lombarda e, più in generale, italiana. La mostra documenta inoltre i criteri storiografici e le scelte collezionistiche che, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, hanno guidato la formazione — talvolta discontinua — delle raccolte pubbliche della Svizzera italiana.
A quasi cinquant’anni dalla storica esposizione del 1979 dedicata alle presenze artistiche in Ticino tra XV e XVIII secolo, questa nuova ricognizione si propone come occasione di riflessione condivisa sulla gestione e sulla valorizzazione coordinata di tale patrimonio, anche in vista dei futuri interventi di ristrutturazione e ampliamento della Pinacoteca.

Maestro della tela jeans, Madre mendicante con due bambini, 1675-1700 ca. Olio su tela, Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate. Donazione Fondazione Dr. Joseph Scholz.
Tra il centinaio di opere esposte, oltre ad alcuni capolavori dei due principali esponenti della pittura seicentesca ticinese, Giovanni Serodine e Pier Francesco Mola, figurano dipinti e sculture di Bernardino Luini, Tommaso Rodari, Domenico Fetti, Joos de Momper, Giuseppe Antonio Petrini, Angelika Kauffmann, Carlo Bossoli, Vincenzo Vela e Antonio Ciseri. In questa occasione viene inoltre esposta per la prima volta un’importante acquisizione: Madre mendicante con due bambini del cosiddetto Maestro della tela jeans. Il nome convenzionale dell’autore deriva dalla ricorrente raffigurazione del fustagno blu genovese, oggi comunemente associato al denim. L’opera, recentemente entrata nelle collezioni grazie alla donazione della Fondazione Dr. Joseph Scholz, è un esemplare significativo della cosiddetta “pittura della realtà” seicentesca e testimonia l’interesse per la rappresentazione della vita quotidiana delle classi più umili.
La mostra Arte dal XIV al XIX secolo nelle collezioni pubbliche ticinesi. Uno sguardo d’insieme, a cura di Elio Schenini, è aperta al pubblico dal 22 marzo al 23 agosto 2026. Da martedì a venerdì (ore 10-12, 14-17) e il sabato (ore 10-12, 14-18).
In autunno la Pinacoteca dedicherà una grande retrospettiva a una delle principali figure della pittura lombarda e italiana del Settecento, il ticinese Giuseppe Antonio Petrini (1677-1759). A distanza di più di trent’anni dalla mostra presentata a Lugano nel 1991, la mostra rappresenterà un’occasione unica per ammirare riuniti in un unico luogo alcuni dei principali capolavori del pittore di Carona.