“Medea’s Children” di Milo Rau in scena al LAC

Foto: Michiel Devijver
Sabato 21 e domenica 22 marzo alle ore 20 va in scena, nella Sala Teatro del LAC, Medea’s Children di Milo Rau, regista svizzero e attuale direttore del Wiener Festwochen. Il suo nuovo lavoro, che si ispira alla Medea di Euripide e a un caso giudiziario realmente accaduto in Belgio, dà voce ai bambini che riflettono su separazione, ingiustizia e sul potere eterno della tragedia. Dopo Five Easy Pieces, presentato al LAC nella stagione 2017/18, Milo Rau offre un nuovo sguardo sul ruolo dei bambini nel teatro.
Il punto di partenza è un vero caso di cronaca nera: una madre, sopraffatta dalla disperazione, tenta di togliere la vita ai propri figli e poi a se stessa, ma sopravvive. Questa moderna tragedia si intreccia con quella classica di Medea, la storia forse più oscura, tra conflitto relazionale e infanticidio, all’origine della cultura occidentale. Ripetendo le scene all’infinito, interpretando personaggi antichi e moderni, adulti e bambini, e dissezionando la violenza con inquietanti rievocazioni, un cast di sei giovani attori non professionisti affronta il destino implacabile del tragico e riflette sulla storia della famiglia, sul primo amore, sui primi incontri con la morte, sui desideri per il futuro e sulle paure legate alla fine del mondo che tutti condividiamo. Medea’s Children è una piccola storia del teatro in cui i bambini, condannati al silenzio nelle tragedie classiche, prendono finalmente la parola.
Lo spettacolo – in lingua olandese con sopratitoli in italiano – contiene riferimenti diretti o indiretti al suicidio, all’infanticidio e alla pedofilia, oltre a scene con la presenza di sangue finto, è adatto a un pubblico adulto.
In occasione dello spettacolo, LAC edu organizza, in collaborazione con l’Istituto di Studi Italiani (USI), un incontro di approfondimento dal titolo La messa in scena della violenza nel teatro di Milo Rau, sabato 31 marzo alle ore 18.30 in Sala 4. Quale funzione ha la rappresentazione della violenza in scena? Quale ruolo resta a chi guarda? Il teatro di Milo Rau, uno dei registi più radicali della scena contemporanea, interroga il rapporto tra la nostra società e le immagini della violenza. Tra ricostruzione documentaria, riscrittura del mito antico e confronto con la storia recente, gli spettacoli di Rau mettono in crisi il confine tra realtà e finzione, tra testimonianza e messa in scena, chiamando lo spettatore a interrogare il proprio sguardo e la propria responsabilità. Maddalena Giovannelli e Vega Tescari, professoresse all’Università della Svizzera italiana, mettono in dialogo lo sguardo teatrale e quello cinematografico, riflettendo sulle implicazioni estetiche ed etiche della rappresentazione della violenza. Incontro gratuito, prenotazione al sito www.laclugano.ch