Gli incontri in biblioteca dal 23 febbraio al 1° marzo

La settimana culturale delle biblioteche ticinesi si apre con un appuntamento di forte radicamento storico e identitario. Martedì 24 febbraio alle ore 18.00, nella sala conferenze di Palazzo Morettini a Locarno, la Biblioteca cantonale propone l’incontro intitolato Bicentenario della navigazione sul Verbano. Storia e curiosità (1826-2026). L’iniziativa ripercorre due secoli di navigazione di linea sul lago Maggiore, a partire dall’introduzione, nel 1826, del battello a vapore “Verbano”, evento che segnò una svolta decisiva nei collegamenti lacuali prealpini e nell’avvio del turismo d’élite. A presentare fonti e aneddoti saranno Antonio Leucci, presidente dell’Associazione Verbano 26 e direttore del progetto per i 200 anni di navigazione di linea sul lago Maggiore, e lo storico Marino Viganò, autore del saggio Magadino porto, pubblicato a Verbania da Alberti nel 2026. La serata sarà moderata da Stefano Vassere, direttore delle Biblioteche cantonali.
Mercoledì 25 febbraio alle ore 18.30 la Biblioteca cantonale di Bellinzona ospita l’incontro La fisica delle particelle e il viaggio nell’infinitamente piccolo, organizzato in collaborazione con l’Istituto di ricerche solari (IRSOL) e la Società astronomica ticinese. Protagonista sarà Marco Zaro, che racconterà il proprio percorso nella fisica delle particelle, muovendo dalla domanda originaria che spinge verso questa disciplina: comprendere la natura al suo livello più intimo, indagando le forze e le interazioni che tengono insieme i “mattoncini” fondamentali della materia. Interverranno anche Renzo Ramelli e Paola Piffaretti.
Sempre mercoledì, ma alle ore 20.00 e a Mendrisio, LaFilanda propone la conferenza Un irredentista ticinese. Aurelio Garobbio (Mendrisio 1905 – Milano 1992). Giornalista e scrittore, Garobbio fu funzionario con mansioni speciali presso l’ufficio stampa di Mussolini dal 1933 al 1945, promotore in Italia della geopolitica e curatore di collane irredentistiche con l’obiettivo di unire la Svizzera italiana al Regno d’Italia in caso di implosione della Confederazione. Aderente alla Repubblica sociale italiana, fu ricevuto da Mussolini tra il novembre 1943 e l’aprile 1945 in tredici udienze tra Salò e Milano. Nel dopoguerra collaborò con il servizio informazioni della Presidenza del Consiglio e con l’Istituto di Studi Politici Internazionali. L’incontro con Marino Viganò intende ricostruire tanto la personalità e gli ideali di Garobbio quanto il clima culturale e politico in cui maturò il fenomeno dell’irredentismo ticinese.
Giovedì 26 febbraio alle ore 17.00, ancora a LaFilanda di Mendrisio, l’attenzione si sposta sull’arte dell’Ottocento con I Macchiaioli e Cézanne. Due sguardi sulla modernità a confronto. L’incontro con Sofia Giovanola e Luca Cereghetti mette in dialogo l’esperienza dei Macchiaioli con la ricerca pittorica di Paul Cézanne, collocandole nel quadro dei profondi mutamenti che attraversano l’Europa nella seconda metà del XIX secolo: industrializzazione, trasformazioni urbane, nascita della fotografia, nuovi studi scientifici sulla luce. Se i Macchiaioli si concentrano sulla resa dell’istante e sulla vibrazione luminosa del presente, Cézanne persegue una costruzione più stabile e duratura dell’immagine, quasi una tensione verso l’eterno. Differenti per intenzioni e risultati, entrambi contribuiscono tuttavia a incrinare il paradigma accademico fondato sull’imitazione ideale del passato, aprendo la strada alla modernità pittorica. L’incontro serve da preparazione per le uscite di gruppo per le mostre dei Macchiaioli a Milano (13/03) e di Cézanne a Basilea (21/04).

Sempre giovedì, la Biblioteca Salita dei Frati di Lugano propone, alle ore 18.00, la presentazione della raccolta Luce muta, con l’autore Andrea Moser e Ariele Morinini. Un’opera in cui è condotta una profonda introspezione, che porta l’autore a interrogare il significato stesso della vita. All’analisi della propria esperienza biografica, resa urgente dalla malattia della madre, che scombina le coordinate più certe, si alterna una riflessione ad ampio raggio, sulla storia dell’umanità: dalla comparsa di Homo sapiens fino all’esplorazione spaziale. A garantire la compattezza della silloge, un percorso nel quale si raccontano l’origine del linguaggio complesso e il suo deperimento, causato dalla malattia. Così, i versi raccolti nella raccolta cercano di dare senso a un’esperienza tragica, diventano il controcanto di un’esistenza scivolata nell’afasia.
Si ricorda che presso il nuovo Spazio d’arte ai Frati è visitabile nei weekend, sino al 12 aprile 2026, la mostra Propizio è attraversare la grande acqua di Simonetta Martini.