Simonetta Martini e la pittura dell’acqua

Simonetta Martini, Canto d’amore per un fiume, 2024. Pigmenti e cenere su tela.
S’intitola Propizio è attraversare la grande acqua – citazione dal Libro dei mutamenti – la nuova mostra di Simonetta Martini, allestita nel rinnovato Spazio d’arte ai Frati di Lugano, presso la chiesa della SS. Trinità, nell’ex convento dei Padri Cappuccini. L’esposizione riunisce una serie di dipinti realizzati negli ultimi tre anni e dedicati al tema dell’acqua, divenuto progressivamente cardine della sua ricerca.
«Dopo esser stata a lungo soggetto privilegiato dei miei periodi più figurativi», afferma l’artista, «l’acqua, negli ultimi anni, ha finito per divenire sempre di più elemento e guida della mia pittura. In virtù della sua mobilità e mutevolezza, del suo potere di cancellare, specchiare, erodere e trasformare, essa è per me rivelatrice di mondi. Da sempre base dei miei colori, ora lentamente ne diviene forma. Le ho infatti lentamente ceduto il controllo, la direzione e le scelte. Mi affido, e lei mi conduce attraverso il colore in nuovi regni, generando nuovi spazi. Nel margine che ancora mi compete la conduco per timore alle sue forme conosciute: quelle del mare, dei corsi d’acqua, dei vortici e delle cascate… portatrici di nascita e morte, di luce e oscurità, di accoglienza e di catastrofe».

Simonetta Martini, Piccolo tappeto volante, 2024. Pigmenti su tavola di legno.
Attiva dai primi anni Ottanta, Martini ha sviluppato una pittura narrativa di forte originalità tematica e tecnica, costruendo nel tempo un universo visionario e allegorico. Le sue tele, spesso caratterizzate da intensi contrasti cromatici o da gamme più armoniche, si presentano come superfici sottili e gessose, quasi raschiate, frutto di una lunga preparazione materica. I riferimenti alle civiltà del passato sono molteplici e stratificati. Una svolta significativa si registra a partire dal 2018, con la realizzazione di una grande opera per una “Porta” dei Trasparenti processionali di Mendrisio, seguita dai numerosi disegni eseguiti nel bosco vicino alla sua abitazione durante l’isolamento pandemico, poi raccolti nell’album Primavera. Da quel momento la sua pittura ha intrapreso un nuovo corso, di cui la mostra luganese – curata da Simone Soldini – rappresenta la prima ricognizione organica.

Simonetta Martini, Lucénere, 2024. Pigmenti e cenere su cartone intelaiato.
La mostra è aperta al pubblico dal 28 febbraio al 12 aprile 2026. Il venerdì (alla presenza dell’artista), il sabato e la domenica, dalle ore 14.00 alle 18.00. L’entrata è libera. Il vernissage è fissato per sabato 28 febbraio alle ore 11.00, con un intervento introduttivo della storica dell’arte Maria Will. Sabato 28 marzo ci sarà invece una performance poetica di Marina Salzmann.