Storia

La festa del Primo Maggio

La ricorrenza del 1° Maggio, almeno alle sue origini, ha ben poco a che vedere con le sorti del movimento proletario e con le sue rivendicazioni.

La notte tra il 30 aprile ed il 1 maggio, infatti, è una ricorrenza antichissima e carica di enormi significati simbolici. Nel mondo celtico, ad esempio, questo momento dell’anno corrispondeva alla festa di Beltaine, in cui si celebrava la fecondità della natura e l’esplosione primaverile delle potenze della Terra.

Sopravvissuta in varie forme all’avvento del Cristianesimo, la ricorrenza del 1° Maggio finisce tuttavia per assumere, specie a partire dal basso Medioevo e dai primi secoli della modernità, il significato ambiguo di scatenamento delle forze telluriche e delle potenze del caos; assumendo, specie nel mondo di lingua tedesca, il significato di notte delle streghe, la celebre Walpurgisnacht, dove la notte dal 30 aprile al 1° maggio, le potenze sfrenate e dissolutrici del mondo magico e infero erano libere di vagare e manifestarsi per il mondo.

La data del 1° Maggio assume grande importanza nel mondo occultista a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo: un universo culturale dove suggestioni occulte e aspirazioni politico-riformatrici si mescolavano fra loro. Non è un caso, ad esempio, che proprio il 1° Maggio sia stato scelto nel 1776 da Adam Weishaupt (1748-1830), per la fondazione del suo Illuminatenorden, Ordine degli Illuminati, che sarà meglio conosciuto in tutto il mondo come Ordine degli Illuminati di Baviera. Nella mente di Weishaupt, la data del 1° Maggio doveva avere una precisa ideologia che predicava l’abolizione d’ogni ordine naturale e della proprietà privata. La data della Notte delle Streghe era una vera e propria evocazione di quelle potenze dissolutrici che, nel sogno degli Illuminati, avrebbero distrutto il “vecchio mondo”.

Discepolo di Werishaupt fu anche Michail Bakunin (1814-1876), il grande padre dell’anarchismo, massone di trentaduesimo grado che fondò nel 1864, a Firenze, la Fratellanza internazionale.

Nello stesso periodo si costituì la Prima Internazionale, la International Workingmen’s Association, che alla Free Masons Tavern, a Londra, ospitò anche Marx.

Nelle note dei fondatori degli Illuminati di Baviera pare sia stata ritrovata una frase di Bakunin: “Dobbiamo distruggere tutto, ciecamente, con un solo pensiero in mente: il più possibile e il più presto!” (M.Lamy, “Jules Verne e l’esoterismo”, Roma 2005, p. 166).

Ci sono validi indizi storici che indurrebbero a sospettare come persino il “sacerdote” del materialismo comunista più puro e ortodosso, Karl Marx, potrebbe aver avuto contatti col mondo dell’occultismo e delle sette segrete che pullulavano ai suoi tempi (Richard Wurmbrand, L’altra faccia di Carlo Marx, Marchirolo, VA, 1984).

Ben documentata è la predilezione particolare di Marx per il genero Edward Aveling, amico intimo della teosofa Annie Besant e membro dell’Ordine Riformato di Memphis, una frangia della “Massoneria egiziana” (Richard Wurmbrand, opera citata qui sopra, pp. 42-43 / C. Gatto Trocchi, Storia esoterica d’Italia, cit., p. 23).

La Festa dei lavoratori del 1° maggio

La Festa dei Lavoratori affonda le sue radici in un periodo di frequenti manifestazioni per i diritti degli operai delle fabbriche durante la Rivoluzione industriale negli Stati Uniti d’America, guidate dall’Associazione dell’Ordine dei Cavalieri del Lavoro americani, i Knights of Labor.

Nel 1866, fu approvata a Chicago, in Illinois, la prima legge delle otto ore lavorative giornaliere, legge che entrò in vigore soltanto l’anno dopo, il 1º maggio 1867, giorno nel quale fu organizzata un’importante manifestazione, con almeno diecimila partecipanti.

La notizia giunse anche in Europa, dove nei primi giorni di settembre 1864 era nata a Londra la “Prima Internazionale”, ovvero l’Associazione internazionale dei lavoratori, molto vicina ai primi movimenti socialisti e marxisti dell’epoca.

Di fatto, la data del 1° maggio fu definitivamente proposta come “Festa dei Lavoratori” a partire dalla Seconda Internazionale socialista che si riunì a Parigi, 14–20 luglio 1889, in occasione dell’Esposizione Universale.

Expo Universale Parigi 1889

Esposizione Universale a Parigi, 1889

Lo slogan che più rappresenta le lotte dei lavoratori: “8 ore di lavoro, 8 di svago, 8 per dormire” era perô già stato coniato nel 1855 in Australia, ossia 34 anni prima dell’istituzione della Festa dei Lavoratori a Parigi.

La rivolta di Chicago

Il 1º maggio 1886, in occasione del 19º anniversario dell’entrata in vigore della legge dell’Illinois sulle otto ore lavorative, fu deciso dalla Federation of Organized Trades and Labour Unions come il giorno di scadenza limite per estendere tale legge in tutto il territorio americano, pena l’astensione dal lavoro, con uno sciopero generale a oltranza, in particolare nella fabbrica di mietitrici McCormick: 12mila fabbriche negli Stati Uniti ferme, con 400mila lavoratori e solo a Chicago il corteo ospitò 80mila operai. Gli operai lavoravano 16 ore al giorno e chiedevano la riduzione dell’orario a 8 ore giornaliere e condizioni più umane. La protesta il 3 maggio 1886 si concluse in tragedia; per disperdere i manifestanti, infatti, le forze dell’ordine spararono sulla folla provocando vittime e diversi feriti. Per protestare contro l’accaduto gli anarchici locali si diedero appuntamento per il giorno successivo, il 4 maggio, nei pressi dell’Haymarket Square, dove si “vendicarono” lanciando un ordigno che uccise un poliziotto. La polizia aprì il fuoco sulla folla e 11 persone tra cui 7 agenti persero la vita. Moltissimi furono i feriti. Molti degli anarchici colpevoli dell’accaduto furono poi condannati a morte nell’agosto del 1887, quando i giudici sentenziarono in favore della loro impiccagione.
Nel 1887, l’allora presidente degli Stati Uniti d’America, Grover Cleveland, ritenne che il giorno 1º maggio avrebbe potuto costituire un’opportunità per commemorare i sanguinosi episodi di Chicago. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse rafforzare eccessivamente il nascente socialismo, spostò l’oggetto della festività sull’antica Organizzazione dei Cavalieri del Lavoro. Tuttavia, già pochi giorni dopo il sacrificio dei cosiddetti “Martiri di Chicago”, gli stessi lavoratori della città statunitense tennero un’imponente manifestazione a lutto, prova che le idee socialiste non erano affatto morte. Le notizie degli eventi tragici di Chicago si estesero anche in altri stati di tutto il continente americano, per poi estendersi anche in Europa.

La data del 1º maggio fu adottata in Canada soltanto nel 1894, sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferita a precedenti marce di lavoratori tenutesi a Toronto e Ottawa nel 1872.

La commemorazione fu poi ripresa anche dal mondo cattolico: il 1º maggio 1955, papa Pio XII istituì per tutta la Chiesa cattolica la festa di San Giuseppe Lavoratore, perché tale data potesse essere condivisa a pieno titolo anche dai lavoratori cattolici.

Jean Olaniszyn

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