“Semi di meraviglia” alla scuola di Besso

In una intervista dello scorso gennaio con Valentina Curti che cura la strategia e comunicazione per il Teatro Pan, avevamo parlato del progetto Semi di meraviglia, sostenuto dalla Direzione Generale delle Scuole di Lugano e dal Servizio integrazione stranieri: svolto nell’ambito della rassegna Senza confini – Grandi e piccino a teatro (cartellone luganese), è incentrato sulla relazione teatro e scuola: sei classi delle elementari sono state invitate ad assistere a tre spettacoli, diverse le fasi, tra attività e dialoghi preliminari, riflessioni e domande successive intorno ad un tema dato, la creazione del Taccuino della Meraviglia, proseguendo poi il lavoro con gli insegnanti, nelle classi. Adesso si è giunti all’atto conclusivo di questo processo, la mostra Ascolta il mio sentire, voluta “per ringraziare le bambine e i bambini che hanno preso parte a questo viaggio”: ecco quanto scrivono: “Grazie per la loro fiducia, la loro sincerità e la straordinaria generosità con cui hanno condiviso qualcosa di sé. Ci siamo incontrati all’inizio dell’anno. Eravamo un gruppo di persone che ancora non si conoscevano bene. Eppure, poco alla volta, abbiamo iniziato a costruire insieme la nostra rete di emozioni. Durante il percorso teatrale abbiamo scoperto che, quando andiamo a teatro, non siamo mai soli. Tra il pubblico, insieme a noi ci sono degli spettatori invisibili. Sono sempre presenti, anche se non li vediamo. Sono le nostre emozioni. Ci accompagnano ogni giorno: la felicità, la paura, la rabbia, la tristezza, il disgusto, la sorpresa. A volte parlano forte, a volte sussurrano. A volte vorremmo solo nasconderle. Quest’anno, inSiEME abbiamo dato voce alle emozioni. Abbiamo raccolto le parole delle bambine e dei bambini. Abbiamo ascoltato i loro racconti, i piccoli frammenti della loro vita e della loro storia personale. Tutti e tutte proviamo emozioni, ma dietro ciascuna di esse c’è una storia diversa. È proprio questa unicità che rende prezioso l’incontro con l’altro. È un po’ come accade con il nostro nome. Tutti ne abbiamo uno. A volte può perfino essere lo stesso nome. Ma ogni nome custodisce una storia unica, un volto, degli affetti, dei ricordi, un modo irripetibile di stare al mondo. Verso la fine del nostro percorso abbiamo incontrato l’artista Bruna Ferrazzini. Insieme a lei abbiamo attraversato una paura condivisa: la paura del foglio bianco. Quel momento in cui non sappiamo da dove iniziare. In cui temiamo di sbagliare. In cui pensiamo di non essere capaci. Ispirati dallo spettacolo teatrale Esercizi di Fantastica abbiamo provato a fare ciò che avevamo seminato durante l’anno: fermarci per ascoltare il nostro sentire e accoglierlo. Con i pezzettini di Birikí, abbiamo potuto creare in libertà, lasciando che fosse questa volta il disegno a parlare. E nel farlo senza modelli, abbiamo provato a ascoltare quella voce invisibile che abita ciascuno di noi. Quella parte che ha bisogno di fiducia per guidare le nostre mani, i nostri gesti, le nostre scelte. Abbiamo scoperto che ciò che sentiamo dentro ha colori e fa rumore: che è molto più visibile di quello che pensiamo, basta saperlo riconoscere e nominare. Se impariamo ad ascoltarlo, l’invisibile può diventare visibile. Può prendere forma in una parola, in un gesto teatrale, in un colore, in un segno, in un’immagine. E questa mostra è la forma delle nostre storie. Quello che vedrete non sono lavori esposti. Sono semi di incontri. Sono emozioni accolte. Sono piccoli atti di coraggio. Sono pezzi di vita affidati con fiducia agli altri. Vi invitiamo quindi a visitare questa mostra con curiosità e delicatezza, ricordandovi che dietro ogni opera c’è una bambina o un bambino che ha avuto il coraggio di dire: ‘Questo è il mio sentire. Ti invito ad ascoltarlo’”.
Appuntamento il 15 e 16 giugno, ore 16.15-18, Sala Multiuso Scuola elementare di Besso.