Eventi letterari 2026: la forza dell’amore in tempi inquieti

©Eventi letterari Monte Verità
Un’edizione intensa e partecipata ha segnato gli Eventi letterari Monte Verità, che quest’anno hanno posto al centro il tema dell’“urgenza dell’amore” tra vita e morte. Sotto il segno di Dance Me to the End of Love, il festival ha trasformato il Monte Verità in uno spazio di riflessione condivisa, dove letteratura, pensiero e performance si sono intrecciati davanti a un pubblico numeroso e coinvolto.
Il programma, ricco e articolato, ha riunito voci di primo piano della scena internazionale come Emanuele Trevi, Lukas Bärfuss, Eva Illouz, Navid Kermani e Michel Houellebecq, protagonista anche della chiusura in una veste inedita di musicista. Dall’apertura alla conclusione si è delineato un vero e proprio arco drammaturgico, attraversato da una tensione costante: interrogare il senso dell’amore in un presente segnato da guerre e instabilità.
Come ha sottolineato il direttore artistico Stefan Zweifel, raramente la necessità della letteratura si è manifestata con tale intensità: ogni incontro ha reso tangibile la complessità del nostro tempo e il bisogno urgente di nuove forme di comprensione emotiva. A confermare il successo dell’edizione, il presidente Raphaël Brunschwig ha evidenziato come il festival abbia saputo creare legami e aprire spazi interiori, restituendo profondità all’esperienza dell’amore.

©Eventi letterari Monte Verità
Dopo l’inaugurazione affidata a Emanuele Trevi, che ha guidato il pubblico in un percorso narrativo di forte impatto, Navid Kermani ha intrecciato dimensione privata e tradizioni persiane, mentre Lukas Bärfuss ha esplorato il rapporto tra guerra e amore, anticipando il suo prossimo lavoro. La pluralità degli sguardi si è riflessa anche negli interventi di Deborah Levy, Chiara Barzini, Antonella Lattanzi e Terézia Mora, che hanno affrontato l’amore nelle sue molteplici declinazioni, dalle ferite dell’infanzia alle tensioni contemporanee.
In particolare, Eva Illouz, ha offerto una lettura sociologica delle relazioni nell’epoca digitale, in dialogo ideale con l’opera di Houellebecq, mentre l’attrice Barbara Nüsse ha dato voce a Boris Vian, creando un ponte tra cultura alta e popolare.
Accanto agli incontri, le performance hanno ampliato i linguaggi del festival: Judith Kuckart e Madame Nielsen hanno superato il formato tradizionale della lettura, mentre Patrycia Ziolkowska, insieme al percussionista Vincent Glanzmann e a Zweifel, ha costruito una performance dionisiaca ispirata a Friedrich Nietzsche e Vaslav Nijinsky. La dimensione performativa si è estesa fino alle coreografie di Sarah Brahim e al lavoro del regista Fabio Cherstich, dedicato alla memoria dell’AIDS nella scena artistica newyorkese.
Il festival ha coinvolto anche altri luoghi simbolici del territorio, come la Fondazione Eranos, dove Allan Guggenbühl ha presentato un metodo di supporto ai bambini colpiti dalla guerra in Ucraina, ispirato alla tradizione junghiana. Walter Feilchenfeldt ha invece rievocato memorie legate alle guerre mondiali, in un dialogo tra storia e biografia.
La prossima edizione, la quindicesima, è in programma dal 18 al 21 marzo 2027 tra Ascona e Locarno.