Musica

“SO WHAT?!”: a Chiasso il jazz del presente interroga il futuro

Dal 12 al 14 marzo 2026 il Cinema Teatro di Chiasso ospita la 27ª edizione di SO WHAT?! – Festival di cultura e musica jazz, appuntamento che da quasi tre decenni interroga lo stato dell’arte del jazz internazionale.

Il titolo, dichiaratamente provocatorio, prende in prestito l’espressione con cui Miles Davis nel 1959 – con l’album Kind of Blue – rivoluzionò il linguaggio improvvisativo aprendo spazi nuovi tra armonia e libertà. Oggi, in un tempo segnato da incertezze e identità mobili, il Festival rilancia quella domanda: a che punto è il jazz?

La risposta arriva attraverso un cartellone che intreccia maestri riconosciuti, nuove traiettorie europee e statunitensi, e incursioni nell’elettronica contemporanea. Come ogni anno, il teatro si trasformerà in un elegante jazz club, con foyer e terrazza ridisegnati da una scenografia tematica, mentre due set afterhour notturni prolungheranno l’esperienza sonora oltre il palco principale.

Giovedì 12 marzo

Il chitarrista danese Jakob Bro. ©Estudio Bruto – @bruto.lz

Ore 20.00 – Francesco Pierotti Quintet

Il contrabbassista e compositore romano presenta il progetto legato al debutto discografico Strange, Slightly Romantic Memories: una scrittura disciplinata e raffinata, nutrita di suggestioni visive tra pittura e architettura, che coniuga equilibrio formale e profondità lirica.

Ore 21.15 – Jakob Bro, Arve Henriksen e Jorge Rossy

Il chitarrista danese Jakob Bro, il trombettista norvegese Arve Henriksen e il batterista catalano Jorge Rossy danno vita a una musica sospesa e luminosa. I tre si sono riuniti nel 2020 per dar vita al progetto Uma Elmo sulla base di materiale scritto da Bro durante la pandemia. Un intreccio di timbri rarefatti, elettronica sottile e interplay cameristico di altissimo profilo.

Venerdì 13 marzo

Il Daniel Karlsson Trio

Ore 20.45 – James Brandon Lewis Trio

Fra le figure più incisive del jazz afroamericano contemporaneo, James Brandon Lewis porta a Chiasso il trio con Josh Werner e Chad Taylor. Dal retaggio hip hop alle avanguardie newyorkesi, un linguaggio energico e politico, culminato nel recente Apple Cores.

Ore 22.15 – Daniel Karlsson Trio

Il pianista svedese Daniel Karlsson rappresenta una delle voci più riconoscibili del jazz nordico: interplay serrato, forte senso melodico e aperture verso pop, groove ed elettronica, in equilibrio tra scrittura e improvvisazione. In produzioni recenti, come nell’album Sorry Boss del 2023, Karlsson  ha ancor maggiormente enfatizzato l’ibridazione con altri generi.

Ore 23.45 (foyer) – Me&Mobi

Il duo formato da Philipp Schlotter e Fred Bürki fonde club culture, ambient, hip hop ed estetica jazzistica in un set immersivo e urbano, pensato per il pubblico notturno del Festival. Me&Mobi hanno pubblicato due album. Il primo Agglo (2018), ancora nel formato a tre, con la presenza di un contrabbasso. Diventato poi un duo, Gysenstein (2022), registrato in quattro giorni di isolamento sulle Alpi svizzere, è emblematico dell’attuale stato della loro ricerca sonora: otto tracce totalmente improvvisate dal vivo.

Sabato 14 marzo

Il duo britannico Elf Traps. ©Kris Extance

Ore 20.45 – Tilo Weber Quartet

Il batterista e compositore tedesco Tilo Weber presenta l’evoluzione del progetto Tesserae: un laboratorio timbrico dove clavicembalo, elettronica e improvvisazione dialogano tra forma e non-forma, in una sintesi di tradizione afroamericana e sperimentazione europea.

Ore 22.15 – Mammal Hands

Il trio britannico Mammal Hands, tra i protagonisti della nuova scena inglese, intreccia minimalismo, elettronica, folk e jazz in performance ipnotiche e di forte impatto emotivo. Dopo cinque album per Gondwana Records, il gruppo inaugura una nuova fase con Circadia.

Ore 23.45 (foyer) – Elf Traps

Rob Turner e Liviu Gheorghe esplorano un ibrido sonoro fra spiritual jazz, breakbeat e ambient elettronica: improvvisazione in tempo reale e pulsazione digitale per chiudere il Festival in chiave visionaria.

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